T.R.A.P. (Fleboterapia Rigenerativa Tridimensionale)

La fleboterapia rigenerativa tridimensionale (T.R.A.P.) è una terapia iniettiva riconducibile al lifting che mira, anziché a risolvere solo il problema estetico, a ricostruire la fisiologica struttura delle pareti dei vasi dilatati degli arti inferiori. Queste pareti, dilatandosi, non assolvono più alla loro funzione facendo scaricare la pressione sui capillari superficiali, creando quelle inestetiche striature rossastre o bluastre che finora venivano risolte, in maniera non definitiva, con le iniezioni sclerosanti.

Perché in maniera non definitiva?

Perché la scleroterapia tradizionale, insieme con la asportazione della safena, le flebectomie, l’obliterazione con la radiofrequenza e con il laser, agendo sull’effetto della patologia e non sulla causa, hanno le recidive insite già nella metodica. E questo contribuisce ad allontanare il paziente dal sottoporsi più volte a questi trattamenti.

Qual è la vera causa del problema?

La vera causa è la dilatazione e l’incontinenza del sistema venoso superficiale. Questo genera una ipertensione nelle vene che si dilatano, dando origine ad un circolo vizioso che si riflette sui capillari superficiali, che si dilatano a loro volta mettendosi in evidenza.
E’ chiaro che obliterando con le sclerosanti questi capillari dilatati, se ne dilateranno altri, perché il sangue da qualche parte deve passare. Anzi, più strade si chiudono, più aumenta la spinta con cui il sangue di ritorno dalle gambe si fa strada attraverso i capillari superficiali che continuano a rompersi.

Allora cosa si può fare?

Proprio per questo è stata messa a punto la fleboterapia rigenerativa, che ha visto la luce fin dal 1992 ad opera del prof. Capurro, chirurgo plastico di Genova. Via via, questa metodica si è andata affermando sia in Europa che negli U.S.A., affinandosi nella tecnica e nella modalità di esecuzione fino a garantire oggi dei risultati stabili e senza effetti collaterali.
Questa tecnica, che nel nostro centro abbiamo cominciato ad applicare tra i primi nell’ Italia centrale, è definita scleroterapia rigenerativa perché mediante una sostanza iniettata, il bisclero, permette di rinforzare le pareti del sistema venoso non solo superficiale, ma anche delle vene perforanti, che nel tempo per varie cause sono diventate incontinenti e dilatate , Questo fa sfuggire parte del sangue che dovrebbe risalire attraverso il sistema profondo, verso il sistema superficiale. La causa del problema è l’aumento di pressione nel sistema superficiale, e solo ripristinando la continenza di questo sistema mediante una rigenerazione della parete si può ottenere un risultato stabile, che poi si riflette anche a livello estetico con la scomparsa dei capillari dilatati.
Si può così comprendere quanto sia sbagliato aggredire il circolo venoso con tecniche ablative o obliterative che alla fine alterano la struttura anatomica e funzionale della circolazione venosa dell’arto. Il circolo venoso deve essere invece curato rispettando la sua anatomia e ripristinando la sua funzione.
Così facendo si minimizzano gli effetti collaterali, si ripristina la corretta continenza e le vene e i capillari dilatati scompaiono alla vista, insieme alla sensazione di gambe pesanti, residuando un arto inferiore senza vene e teleangectasie visibili ad occhio nudo.

Come si fa la diagnosi?

Si fa una diagnosi mediante transilluminazione, che permette di evidenziare tutto il reticolo venoso. Non si usa l’Eco Color Doppler, tranne in caso di tromboflebite, perché non è in grado di evidenziare i vasi che ci interessano, e che per lo più manifestano la loro insufficienza solo quando il paziente corre o cammina. La stessa transilluminazione ci permette di monitorare i risultati a breve e a lungo termine.

Come si svolge la terapia?

Si inietta la soluzione rigenerante trattando una gamba per volta, addirittura una zona limitata (il terzo mediale, laterale e posteriore), ripetendo l’intervento circa due volte su ogni zona della stessa gamba.
Vengono sfruttati i capillari e le vene dilatate come porta d’ingresso per far arrivare la sostanza a livello profondo, cominciando dal basso, e questo fino a scomparsa di tutti i capillari e le vene visibili. Poi si passa all’altra gamba.
Non c’è dolore, non ci sono pigmentazioni, né rischio di infiammazioni come nella scleroterapia tradizionale. Si indossano calze elastiche per circa una settimana dopo la seduta, che viene ripetuta circa ogni quindici giorni.
Effettuata la terapia, non c’è più bisogno di calze elastiche, né ci sono recidive, né segni di alterata circolazione.
Naturalmente vanno effettuati controlli periodici con la transilluminazione, e si può sempre ripetere una seduta se compaiono segni in zone non trattate.

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